È fondamentale una premessa prima di leggere il testo:
Ho pensato che la Setta del Fuoco Sacro potrebbe essere nata intorno alla famiglia dei Peverell (Antioch, Cadmus e Ignotus) i primi possessori dei Doni della Morte. Già da molto tempo prima (circa dal periodo degli antichi greci) si conoscevano le proprietà e gli avvenimenti legati alla stella Minami e alla enorme quantità di magia che si riversava sulla Terra ad ogni sua apparizione. Virginia # (nome appena inventato al quale manca un cognome adeguato, magari di origine latina visto che stiamo parlando di un’antica casata del 1300 ca.) era la promessa sposa di Cadmus, la quale da tempo soffriva di una malattia che le conoscenze magiche del tempo non erano in grado di curare. I tre fratelli, ferrati nelle arti magiche, tentano di impedire la sua morte in ogni modo ma fallirono. L’unica possibilità rimasta era la prossima apparizione della stella, sperando che questa potesse guarire la giovane ragazza. La quale, prima di essere condotta in una radura per compiere quest’ultimo tentativo disperato, aveva dettato il suo testamento e aveva deciso di dividere i pochi averi che possedeva (ereditati dalla famiglia che non aveva mai conosciuto) all’unica vera famiglia che si era da sempre occupata di lei, i Peverell: diede ad Antioch la sua bacchetta, a Ignotus il suo mantello (normale) ed al suo amato un anello, l’oggetto più prezioso che possedeva, con incastonata una pietra preziosa. I giovani trasportarono quindi la ragazza ormai moribonda nella radura in modo che potesse essere colpita al meglio dalla luce della stella alla sua ultima apparizione. Virginià morì proprio in quel momento ed i Doni si illuminarono assorbendo oltre alla potenza della stella anche l’amore e la generosità della ragazza appena scomparsa diventando realmente i Doni della Morte. I tre fratelli dopo il funerale, si separarono tormentati dal dolore e reagirono ognuno in modo diverso: il primo fuggì e passava il suo tempo ubriacandosi nelle varie locande e sfidando tutti quelli con i quali aveva avuto scontri in passato, e inebriato dal potere della bacchetta organizzò intorno a se una setta di fedeli, con l’obbiettivo di autoproclamarsi come il mago più forte al mondo e governarlo (come Voldemort molti secoli dopo peraltro): la Setta del Fuoco Sacro, che porta come emblema il volto di una giovane in onore di Virginia che era stata la causa della sua fortuna. Cadmus appena scoperto il potere dell’anello cercò di riportare la promessa sposa sulla terra: ma questa tornò come fantasma e nonostante fosse felice all’inizio del suo ritorno, decise di suicidarsi per stare definitivamente con lei. Ignotus come afferma la Favola di Beda il Bardo conservò il mantello e visse sempre come in latitanza, consegnandolo alla sua morte al figlio. Da qui i Doni sono giunti a Silente (come sappiamo tutti) a Voldemort e a Harry. Anche la vera famiglia natale della ragazza era stata però colpita da l’incantesimo di Minami: in loro infatti scorreva lo stesso sangue della giovane e questa famiglia rimasta incontaminata dal sangue babbano per oltre 8 secoli è giunta sino ai giorni nostri : i Malfoy, che portano ancora dopo così tanto tempo il simbolo dell’antica casata in un ciondolo (si può benissimo cambiare) che ne reca lo stemma.
In tutto questo tempo la Setta ha perso il suo obbiettivo originale ed il suo scopo è quello di ritrovare i doni, oltre a tutti gli altri oggetti “sacri” che hanno ricevuto e assorbito il potere della stella nelle sue regolari apparizioni nei secoli: se durante la settima apparizione di Minami tutti questi oggetti si ritrovano insieme possono liberare l’enorme potere che racchiudono e questo può essere concentrato in un unico oggetto (magari proprio la bacchetta dalla quale è nata la setta) che avrà un potere assolutamente illimitato e incontrastabile molto maggiore di quello che racchiude ora. Però per liberare il mantello, la pietra e la bacchetta, oltre al ciondolo e agli altri oggetti è necessario il sangue dell’ultimo discendente di Virginia, Draco (come era successo per la “resurrezione” di Voldemort nel 4° libro). Da qui si ricollega la necessità dei maghi oscuri di trovare Lucius ad Azkaban e di ucciderlo per scatenare la sete di vendetta di Draco che lo porterà dritto nella loro trappola.
Questa idea oltre a spiegare l'obbiettivo della setta, i collegamenti con i doni, spiega anche il perché la bacchetta avrebbe scelto Draco quando disarma Silente: è il diretto discendente della sua prima padrona.
Ecco il testo sull’uccisione di Lucius Malfoy (ancora provvisorio) al quale faccio seguire lo schema sul quale mi sto basando:
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Le volte basse e umide dei corriroi erano coperte da uno strato di brina e di muschio che luccicava alla flebile luce della bacchetta. Le pietre dei muri, così irregolari ed instabili, sembravano pronte a cadere ad ogni minimo tocco e, incapaci di reggere il peso di quelle che le sovrastavano, a ridursi in polvere facendo crollare l’intera struttura. Ed invece quello era sempre stato uno degli edifici più solidi ed in assoluto uno dei più inviolabili dell’intera Europa. In poche occasioni infatti qualcuno, una volta entrato, era riuscito ad uscirne.
Certo, negli ultimi tempi la fama di quel luogo era pian piano scemata: l’evasione di Black e quella dei diversi Mangiamorte fuggiti per ricongiungersi col Signore Oscuro, avevano inflitto un duro colpo al prestigio e all’onore di quella istutuzione. Mentre la repentina scomparsa dei precedenti carcerieri le aveva inflitto il colpo di grazia. Azkaban aveva oramai perso la sua gloria e non incuteva più terrore.
Muovendosi per i corridoi conosciuti, non provava più quel sentimento di sgomento e di vuoto: il panico, gl’incubi e la paura erano rimasti, però, come incrostati alle pareti porose come monito della orribile passata fama della prigione. Sorrise divertito ripensando alle angosce che aveva provato tempo addietro chiuso oltre una di quelle porte che gli sfilavano accanto e si perdevano al suo passaggio nell’oscurità. Sorridere. Un gesto impossibile nella vecchia Azkaban. Quanto era cambiata: se prima il rumore continuo e incessante che echeggiava per quel luogo erano le terribili urla di terrore e di agonia dei carcerati torturati dai Dissennatori, adesso regnava un silenzio pesante e assordante.
Ad un suo cenno le ombre che lo seguivano si arrestarono. Spense la bacchetta: aveva sentito un rumore. Era un suono lontano, sordo e cadenzato che si faceva sempre più forte: sicuramente il passo di un Auror. Un solo Auror! Come era caduto in basso quel posto. Immaginava che la missione avrebbe richiesto almeno un minimo di fatica.
... [continua]
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Ecco lo schema modificato rispetto a quello già pubblicato seguendo vari consigli:
• Ingresso di alcuni membri della setta, con a capo quello presente nel cap. 12 e ½, ad Azkaban, analizzato dal punto di vista del capo: quindi descrizione del luogo e Auror che si muove per un corridoio (in modo da dare x la prima volta in 7 libri una minima descrizione dell’interno della prigione).
• Uccisione degli auror con lo stesso incantesimo che stava bloccando harry, ron, la mcgranit e vitious nel cap. 12.
• Raggiungono la porta di Lucius senza problemi, la fanno esplodere, descrizione ambiente: stanza piccola e circolare con esattamente dal lato opposto all’ingresso una grata che comunica cn un terrazzo, muri umidi e fatiscenti, fuori cielo notturno coperto da nuvole. Espressione terrorizzata di Lucius.
• Dialogo tra l’unico mago oscuro che entra e lucius: non ho ben in mente ancora cosa potrebbero dirsi xò i maghi oscuri gli chiedono di consegnargli il suo ciondolo di famiglia e lui nega di averlo con se. Lui non vuole avere a che fare con la Setta (rimane terrorizzato al solo nome). Prova con coraggio a ribellarsi e a dire che un atto del genere rovinerebbe per sempre la sua famiglia che si è ristabilita dp la sconfitta del “signore oscuro”. Viene minacciato.
• La scena si sposta sul balcone: lucius indietreggia verso le grate che si dissolvono cm fumo grazie a un gesto di bacchetta del mago oscuro.
• Dialogo: chiede pietà, di lasciarlo fuori da tt questo, ripete che nn ha niente con se etc.
• (Minami brilla, l’oggetto si illumina a sua volta ed è impossibile nasconderlo)
• Dialogo: il mago oscuro dice qualcosa tipo “Caro Lucius, ho sempre pensato che fossi solamente un codardo… etc”
• Rivela che x il loro piano non basta il ciondolo ma che serve anche Draco. Lucius impallidisce: chiede di lasciare Draco di non toccarlo etc. Il mago oscuro dice qualcosa tipo: “Come puoi pensare che tuo figlio rimanga estraneo a questa faccenda? Sarà lui stesso a venire da noi!”
• Lucius spalanca gli occhi terrorizzato. “Vorrà vendicarsi!” ed il mago oscuro prende lucius x il collo che non può difendersi per via delle catene che gli tengono i polsi e le cavigle, gli strappa il ciondolo, lucius chiede di risparmiare Draco (questo ultimo gesto sarebbe particolarmente significativo visto il forte legame della famiglia malfoy sottolineato alla fine del 7° libro e qui nell’8°)
• Il mago oscuro molla la presa, urla di lucius che cade giù svanendo nella nebbia e finendo in mezzo all’oceano che circonda Azkaban.
• Ultima frase del mago oscuro del tipo “Che ingenuo…” si volta, e cammina verso i compagni che hanno osservato la scena dall’ingresso della cella. Nessuno si è accorto di niente. Spariscono nel nulla.